THAILANDIA, DOVE TUTTO HA AVUTO INIZIO

Il primo importante viaggio internazionale è datato estate 2013 e ha avuto come destinazione la Thailandia. A dare il via alla mia passione per i viaggi ci è voluta una vera e propria “scossa”: la notizia di 2 posti liberi per un pacchetto vacanza last minute per Bangkok e Koh Samui! Questo è stato il segno che io e Eleonora, all’epoca fidanzati, stavamo aspettando.

La partenza praticamente immediata non ci ha dato modo di pianificare il nostro itinerario ma questo, come vedrete più avanti, non ha in alcun modo ostacolato o limitato la nostra visita…

Come non si dimentica il primo amore così è altrettanto impossibile dimenticare la nostra prima meta intercontinentale: Bangkok. Ci è subito apparsa una città caotica, torrida e confusionaria, con un costante e fortissimo odore di cibo, fogne e smog. Quello che però ci ha colpito di più è come riesca a conciliare il suo essere: antica e moderna, ricca e povera, tradizionale e cosmopolita. Alla fine ne siamo rimasti letteralmente conquistati.

Alla conquista di Bangkok

Il volo della Thai Airways è atterrato a Bangkok di mattina presto e dopo una veloce visita al nostro albergo ci siamo subito buttati nella visita della città. Nonostante la poca preparazione sulla Thailandia abbiamo subito appurato come fosse estremamente facile muoversi nella città grazie alla presenza di moltissimi taxi e dei “mitici” Tuk Tuk (una specie di Ape a tre ruote). Non potevamo che partire con l’esplorazione del simbolo della città: il Wat Phra Kaew, un enorme complesso di palazzi e templi, compreso il

Palazzo Reale, caratterizzato da statue gigantesche, tetti d’oro, guglie e tanto tanto altro. Una sorta di città d’oro nel cuore di Bangkok. Luogo veramente impressionate che sprigiona una forte spiritualità. Importante ricordare che, come in moltissimi luoghi sacri dell’Asia, anche qui è necessario avere un abbigliamento consono e togliersi le scarpe prima di entrare nei templi.

Siamo quindi passati al vicino Wat Pho, o tempio del Buddha sdraiato che, come dice la parola è rappresentato da una gigantesca statua d’oro posta in posizione sdraiata.DSC_0876

Le sue dimensioni sono maestose, basti pensare che è lungo circa 50 metri. Nel visitare i dintorni del tempio la nostra curiosità è stata immediatamente catturata dalla scuola di massaggio di Wat Pho e ci è bastato un semplice sguardo per trovarci direttamente alla cassa e scegliere il nostro massaggio. I trattamenti in questione non hanno nulla a che vedere con i messaggi che normalmente facciamo nei nostri centri benessere ma sono basati sulla digitopressione e avendo lo scopo di sciogliere contrazioni e rigidità tendono ad essere abbastanza dolorosi. Ne sa qualche cosa Eleonora a cui è toccata una massaggiatrice dalla struttura fisica di un “camionista”… io, come spesso capita, sono stato più fortunato visto che mi è toccata in dote una ragazza, non graziosissima, ma comunque abbastanza delicata. Abbiamo deciso di trascorrere il resto della giornata girando per Bangkok gustandocela a pieno. È capitato così di incontrare una lucertolone gigante (varano), molti monaci con i loro caratteristici abiti arancioni, stranissimi cibi di strada (cavallette, scorpioni e altri insetti fritti) e tantissime bancarelle che vendevano prodotti di ogni genere (spesso contraffatti) a prezzi bassissimi. Il nostro peregrinare ci ha infine portato a Khao San Road, una delle vie più caratteristiche della città; è qui che si sviluppa maggiormente la vita notturna di Bangkok con i suoi locali, bar, ristoranti e bancarelle.

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Purtroppo la fastidiosa pioggia che spesso caratterizza il clima tropicale ci ha costretto ad una tappa forzata. Abbiamo così deciso di fermarci a mangiare in un locale. Continuando a passeggiare per Khao San Road e per le vie limitrofe ci siamo imbattuti in una serie di piccoli banchetti che proponevano escursioni. Acquistare escursioni da queste piccole agenzie locali è ora per noi assolutamente normale, ma all’epoca, eravamo piuttosto scettici e preoccupati di essere oggetto di truffe o raggiri… invece abbiamo partecipato ad una delle più belle escursioni della nostra vita.

Destinazione Kanchanaburi!

La nostra destinazione era la località di Kanchanaburi distante circa 130 km da Bangkok al confine con il Myanmar e raggiungibile in poco più di 2 ore. La mattina presto ci sono venuti a prendere direttamente nel nostro albergo e dopo esserci radunati con altri turisti siamo partiti perDSC_1009 la prima meta: il mercato galleggiante di Damnoen Saduak. E’ un mercato famosissimo attraversato da centinaia di piccole barche a remi o a motore sulle quali sono esposte i prodotti agricoli in vendita. Siamo saliti con altri turisti stranieri in una di queste tipiche barchette a remi e siamo stati portati in giro per i vari canali fermandoci nelle diverse bancarelle, acquistando direttamente da altre imbarcazioni piene di frutta o altri prodotti. DSC_1023Mi è capitato di vedere in internet commenti negativi su questo mercato descritto come una trappola per turisti essendo quasi incentrato sulla vendita di souvenir di ogni tipo. Personalmente credo che sia invece un’esperienza molto pittoresca e unica… assolutamente da fare. E’ veramente emozionante vedere tutte queste barche pilotate da donne e uomini vestiti in modo strano DSC_0978che si spingono l’un l’altra; il tutto in una cornice di sapori, colori e odori tipicamente orientali che rende questa esperienza unica.

Il ponte sul fiume Kwai rappresentava la seconda metà del nostro viaggio. Onestamente niente di imperdibile ad eccezione della passeggiata a piedi sul famoso ponte e di un ambiente circostante molto selvaggio e incontaminato. Presente anche un museo della guerra che fa rivivere il periodo della costruzione del ponte risalente alla II guerra mondiale.

Senza alcun dubbio il tempio delle tigri è stata la meta più bella e coinvolgente del viaggio. Sapevamo veramente poco del posto, avevamo visto solo delle foto nel banchetto DSC_1168bisdell’agenzia e ricevuto qualche sommaria informazione in un inglese piuttosto stentato scoprendo solo che dei Monaci Buddisti si occupavano del posto e che avevano la missione di salvare le tigri dal bracconaggio. Entrando a piedi nel “parco” abbiamo incontrato un sacco di animali in libertà tra cui moltissimi bufali, cinghiali, cervi e tanti altri. Proseguendo lungo il percorso ci siamo trovati di fronte ad un’ampia area chiusa con all’interno una ventina di tigri. La parte più emozionate è stata la possibilità di entrare accompagnati da dei volontari, per la maggiorparte ragazzi, nel “recinto” per accarezzare e toccare le tigri. Prima di andare via abbiamo poi assistito allo “spettacolo” finale in cui un monaco e una gigantesca tigre se ne andavano tranquillamente a passeggio come due vecchi amici mostrando a tutti noi l’effetto pacifico della loro convivenza.

In seguito alla visita mi è capitato di leggere molti commenti negativi su questo luogo e sulle condizioni di vita dei felini in esso presenti. Ho addirittura letto che il tempio è stato per questo chiuso nel 2016 (attualmente però sembra aver riaperto). Sinceramente non vorrei fare molti commenti, spero vivamente che le informazioni sul maltrattamento degli animali non siano vere.

Dopo tutte queste emozioni abbiamo ripreso il cammino per Bangkok; ho pochissimi ricordi del viaggio di ritorno visto che sono letteralmente crollato sul sedile del bus.

Non potevamo però perderci la nostra ultima sera a Bangkok dove abbiamo avuto un assaggio del suo famoso lato trasgressivo e “infuocato”… se siete amanti del divertimento sfrenato qui troverete veramente pane per i vostri denti. Dopo una passeggiata per il famoso quartiere Patpong abbiamo toccato l’apice del “trash” assistendo al famoso Ping Pong Show… mi astengo dalla descrizione dello spettacolo perchè credo che più o meno tutti sappiano di cosa si tratti, confesso però che mi ha lasciato un po’ perplesso e allibito… è stato decisamente uno spettacolo “forte”. 

Si è così conclusa la prima parte del nostro fantastico viaggio. Bangkok ci ha veramente regalato tantissime emozioni e ci ha letteralmente conquistato; è davvero la metropoli più incredibile ed enigmatica dell’intera Asia.

Se vuoi vedere il proseguio della nostra avventura clicca qui.

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